Ultima modifica: 16 Gennaio 2021

Cambia la pagella della scuola primaria

Cambia la pagella degli studenti della scuola primaria. Ritornano i giudizi sintetici in luogo dei voti numerici. Ciò alla luce dell’entrata in vigore del decreto legge 22/2020, convertito con modificazioni dalla legge 41/2020, per cui la valutazione periodica e finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria viene espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento.

I livelli degli obiettivi oggetto di valutazione disciplinare saranno:

Avanzato: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.
Intermedio: l’alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.
Base: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.
In via di prima acquisizione: l’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

Nel corso dell’anno scolastico potranno essere ulteriormente definiti i descrittori dei livelli di competenza, tenendo conto delle seguenti dimensioni:

  1. l’autonomia dell’alunno nel mostrare la manifestazione di apprendimento descritto in uno specifico obiettivo. L’attività dell’alunno si considera completamente autonoma quando non è riscontrabile alcun intervento diretto del docente;
  2. la tipologia della situazione (nota o non nota) entro la quale l’alunno mostra di aver raggiunto l’obiettivo. Una situazione (o attività, compito) nota può essere quella che è già stata presentata dal docente come esempio o riproposta più volte in forme simili per lo svolgimento di esercizi o compiti di tipo esecutivo. Al contrario, una situazione non nota si presenta all’allievo come nuova, introdotta per la prima volta in quella forma e senza specifiche indicazioni rispetto al tipo di procedura da seguire;
  3. le risorse mobilitate per portare a termine il compito. L’alunno usa risorse appositamente predisposte dal docente per accompagnare il processo di apprendimento o, in alternativa, ricorre a risorse reperite spontaneamente nel contesto di apprendimento o precedentemente acquisite in contesti informali e formali;
  4. la continuità nella manifestazione dell’apprendimento. Vi è continuità quando un apprendimento è messo in atto più volte o tutte le volte in cui è necessario oppure atteso. In alternativa, non vi è continuità quando l’apprendimento si manifesta solo sporadicamente o

La sostituzione del voto numerico con una descrizione analitica del livello raggiunto dallo studente riguarderà tutte le scuole primarie italiane e prenderà avvio dalle pagelle di fine primo quadrimestre (febbraio 2021). Non si tratta solo di un cambiamento nominale: variare lo strumento di valutazione implica l’attribuzione di un maggior valore alla progressiva costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti e per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico di tutti e ognuno.

Il cambiamento riguarderà solo la valutazione in pagella. Almeno per la prima fase si continueranno a utilizzare i voti numerici per verifiche, compiti, interrogazioni et cetera.